In questa trattazione non vogliamo approfondire la teoria della metodologia Agile ma solo riprendere e riadattare alcuni dei principi che riteniamo più idonei per applicarli in un ambito più ampio come quello politico e sociale.
Non vuole quindi essere la trasposizione di questa metodologia alla sfera politica ma rappresenta solo una fonte di ispirazione per aiutarci ad inquadrare meglio la nuova visione della società a cui vorremmo pervenire.
Partiamo quindi dal riportare il manifesto originale pubblicato sul sito agilemanifesto.org:
“Stiamo scoprendo modi migliori di creare software, sviluppandolo e aiutando gli altri a fare lo stesso.
Grazie a questa attività siamo arrivati a considerare importanti:
- Gli individui e le interazioni più che i processi e gli strumenti
- Il software funzionante più che la documentazione esaustiva
- La collaborazione col cliente più che la negoziazione dei contratti
- Rispondere al cambiamento più che seguire un piano
Ovvero, fermo restando il valore delle voci a destra, consideriamo più importanti le voci a sinistra.”
Sono poche righe ma inquadrano in maniera emblematica lo spostamento del focus della metodologia dal processo all’individuo, dalla documentazione alla creazione di valore, dalla contrattazione/scontro tra gli attori coinvolti alla collaborazione verso un fine comune.
Riportando questo cambio di prospettiva nell’ambito politico e sociale, ritroviamo le stesse esigenze dei diversi movimenti civici nati in questi ultimi anni e di quella politica nata dal basso di cui parlano alcuni tra i movimenti populisti:
- La necessità di rimettere il cittadino al centro della discussione politica partendo dalle sue esigenze sul territorio.
- La necessità di servizi semplici ed efficaci non di procedure e leggi esaustive quanto inapplicabili.
- La necessità di adeguarsi velocemente al cambiamento della società e non di perseguire un’ideologia predefinita e immobile.
- Non lo scontro tra le parti sociali ma la collaborazione pragmatica verso il bene comune ognuno con i propri diritti ma anche i propri doveri.
Risulta evidente che queste esigenze non sono compatibili né con una visione della società fortemente statalista e centralizzata come quella comunista o fascista ma ancor meno in una società globale dominata da poche aziende private multinazionali.
Da qui nasce la necessità di una visione differente e più “agile” della società che non si ispiri alle vecchie ideologie nel Novecento.
Nei prossimi articoli analizzeremo alcuni dei principi e delle pratiche organizzative Agili che possono essere prese come spunto di riflessione per elaborare un nuovo approccio all’organizzazione delle società.